seikoa156Uno degli orologi più belli mai prodotti nel mondo LCD è quello di Seiko. Il modello A-156 è uno dei primi orologi con ricarica solare prodotti al mondo.

Di gusto molto raffinato è oggi uno degli oggetti di culto nel mondo Vintage.

Ma veniamo subito al problema, difatti uno dei problemi più grandi è riuscire ad alimentare correttamente questo orologio in quanto oggi non esiste più la batteria utilizzata da Seiko negli anni 1975-1980.

Nel mio caso sono in possesso di due esemplari di Seiko A-156, veramente ben mantenuti. Entrambi con la batteria originale ormai completamente irrecuperabile WSR265H. Detta batteria ha un diametro di 11,6 mm e alta circa 3 mm per un voltaggio insolito 2V.

Voledolo alimentare a 1,55v ci sono molte possibilità. Si può optare sia su una standard non ricaricabile VARTA V390 da 1,55v che però fà perdere totalmente la natura solar del Seiko A156, ma funziona quasi perfettamente se non fosse per il consumo della luce notturna che assorbe troppo mettendo in crisi l’orologio in pochi secondi sia su un accumulatore seiko 30235MZ adattato per la dimensione della circonferenza con un anello in ottone di pochi millimetri che io mi sono autocostruito per raggiungere gli 11,6mm della batteria originale.

Quest’ultima batteria lavora come la V390 a 1,55v o anche qualche cosa in più quando perfettamete ricaricata ma con una durata di una settimana circa. Il motivo di così bassa durata è proprio nel voltaggio dell’accumulatore Seiko che parte da 1,3v per arrivare al massimo a 1,7v. Ci vuole veramente poco per andare sotto ai 1,55v di minimo del Seiko A156.

seiko-a156.2Ho però trovato una soluzione ormai definitiva con una batteria Casio. La batteria CTL1025. La batteria Casio CTL1025 è una batteria per orologi solari Casio da 2v in su con un diametro di 10mm. Quindi anche questa batteria dev’essere adattata lavorando un anello di ottone sino a raggiungere il diametro esterno di 11,6mm. Il risultato è perfetto ! la durata di funzionamento dell’orologio anche senza luce solare è di minimo un mese anche un piccolo problema c’è.

La batteria CTL1025 ha un voltaggio a metà carica di circa 2,5v che è già il massimo consentito per il Seiko A-156, quindi attenzione a non abbandonarlo al sole perchè sarebbe fatale; se la batteria dovesse arrivare al 100% della sua capacità il Seiko A-156 rischia di rovinarsi. Con uno dei miei due A-156 ho provato a ricarica la batteria sino a 2,6v e il risultato è stato che l’orologio entrava come in protezione, non accendendo il display. Bastava però scaricare un pò la batteria tenendo accesa la luce notturna per farlo tornare a lavorare regolarmente. Non si è comunque guastato anche se ritengo sia un rischio reale che è meglio non correre.

Se utilizzate questa batteria il mio consiglio è quello di cronometrare la messa al sole dell’orologio per la ricarica e lasciarlo non più di un ora.

Spero di essere stato di aiuto. Se questo articolo Vi piace cliccate in basso sul link facebook. Se avete dei suggerimenti su come migliorare l’alimentazione di questo orologio potere inviarle una mail a mac.iphone.italia@gmail.com, grazie.

moto360-3il Moto 360, il primo orologio intelligente di Motorola, il primo smartwatch ad aver messo insieme tecnologia e gusto estetico (almeno per quelli che sono i canoni di noi occidentali). Un orologio bello, oltre che intelligente, dunque, quasi a ricordare caso mai ce ne fossimo dimenticati che tutto ciò che si indossa, sia esso un capo piuttosto che un accessorio, risponde generalmente a due bisogni: l’utilità e il desiderio di sfoggiare qualcosa di unico, inconfondibile, in una parola alla moda.

Un (bel) orologio, prima di tutto
E insomma, dopo aver tenuto al polso questo Moto 360 per qualche giorno possiamo dirlo: Motorola ci ha “regalato” (si fa per dire, visto che stiamo parlando pur sempre di un gingillo da 249 euro) un oggetto che si potrebbe quasi utilizzare da spento, o quanto meno con il solo quadrante orario attivo. Grazie a un design finalmente all’altezza – nella forma (circolare) ma anche nei materiali (cassa in acciaio, cinturini in pelle e in metallo) – il Moto 360 è infatti quel genere di dispositivo che ti sembra di avere addosso da sempre. Perché in fondo, da spento, assomiglia in tutto e per tutto all’orologio che hai avuto al polso fino a qualche mese fa.

Sotto il quadrante c’è Android Wear
Da spento, appunto. Perché poi basta un doppio tap sul display per capire che sotto il vetro c’è qualcosa di più. C’è un dispositivo capace di sincronizzarsi con un qualsiasi smartphone Android (purché aggiornato almeno alla versione 4.4 del sistema operativo del robottino verde) per mostrarci le chiamate in arrivo, i messaggi, le email, le mappe, piuttosto che i cinguettii di Twitter o le card di Google Now. Miracoli di Android Wear, il sistema operativo creato da Google per portare tutto (o quasi) quello che fino a ieri vedevamo solo sul nostro smartphone anche a bordo di un orologio.

moto360-2Un quadrato inscritto in una circonferenza
Si tratta di funzioni già abbastanza note per gli appassionati del genere, ma Motorola qui ha avuto il merito di portare l’esperienza di un sistema operativo creato per device di forma quadrata, o rettangolare, su un quadrante circolare. Con risultati tutto sommato positivi. A parte qualche sbordatura nella visualizzazione del testo nelle notifiche (visibili perlopiù durante lo scrolling veloce), l’operazione di adattamento è stata fatta con i dovuti crismi. Infastidisce di più, forse, la presenza di un settore cieco (leggasi tutto nero) nella parte bassa dell’orologio: è l’area che Motorola ha deliberatamente reso inattiva per integrare il sensore di luminosità, componente a dire il vero piuttosto utile, giacché consente al Moto 360 di essere perfettamente visibile alla luce diretta del sole, evitando così di settare la luminosità al massimo. La speranza, per il futuro, è che si riesca a trovare una collocazione più felice (sulla cornice? al centro del quadrante?) o quanto meno non così visibile.

Ok Google (ma il touch funziona meglio)
Come tutti i dispositivi indossabili motorizzati Android Wear, anche il Motorola Moto 360 può attivarsi anche attraverso comandi vocali. Basta pronunciare la parola magica “Ok Google” e dettare un comando – ad esempio “Naviga fino a piazza Duomo” – per avere sul quadrante le informazioni desiderate. Questo, almeno, sulla carta. Perché poi, nella realtà, non sempre il Moto 360 riesce a carpire le nostre richieste, un difetto che a dire il vero abbiamo riscontrato anche su tutti gli altri modelli basati su Android Wear. Meglio, dunque, fare affidamento sui comandi touch: sono sufficienti un paio di giorni per prendere confidenza con l’interfaccia utente di Wear e con le sue dinamiche/gesture di navigazione (invero piuttosto differenti da quelle di Android per smartphone).

moto360Mettetevi in Moto
Oltre alle funzioni portate in dote da Android Wear, il Motorola Moto 360 può contare su un’app proprietaria sviluppata per monitorare l‘attività fisica. Si tratta di una soluzione che sfrutta la presenza di due sensori integrati – un cardiofrequenzimetro e un contapassi – per mettere lo smartwatch nelle condizioni di offrirci uno spaccato sul nostro stato di salute. Valgono, anche per il Moto 360, le stesse considerazioni fatte per tutti gli altri smartwatch e da buona parte dei dispositivi indossabili: non aspettatevi miracoli, le applicazioni pensate per il fitness possono darci un’idea di quanto ci stiamo muovendo, ma siamo ancora lontani da qualcosa che possa davvero migliorare la nostra qualità di vita.

Autonomia: l’obiettivo è completare la giornata
Ma veniamo al punto sicuramente più critico di questo prodotto (ma forse dovremmo dire di questo genere di prodotti): l’autonomia. Le dimensioni tutto sommate modeste di uno smartwatch non consentono grandi concessioni alla batteria: quella del Moto 360, per dire, ha una capacità di 300 mAh, praticamente meno di un decimo dell’unità integrata sul smartphone di punta della famiglia Motorola, il Nexus 6. Certo, l’assorbimento del display e l’energia spesa dalle applicazioni è decisamente inferiore rispetto a ciò che si vede su un telefono, ma alla resa dei conti il Moto 360 è un oggetto che fatica ad arrivare a fine giornata. Meglio perciò usarlo con parsimonia, limitandosi a leggere le notifiche sulle chiamate e sui messaggi e utilizzando al minimo le funzioni più energivore (come i comandi vocali e la navigazione satellitare). Di sicuro la possibilità di utilizzare un caricatore a induzione magnetica per ridare linfa al dispositivo, rinunciando quindi a cavi e cavetti, allevia un po’ le sofferenze.

Conclusioni
I giudizi estetici sono solitamente legati a considerazioni soggettive. Ma davanti al Moto 360 non si può che convenire che questo è – attualmente – lo smartwatch più bello del reame. Il che, però, potrebbe anche non bastare per farne il best seller del mercato. Nell’ultimo semestre, Samsung ed Lg hanno estratto dal cilindro prodotti molto competitivi e altrettanto affascinanti dal punto di vista estetico. E poi c’è ovviamente l’incognita del Watch di Apple, atteso per l’inizio del 2015. Va detto, comunque, che per essere il primo smartwatch prodotto da Motorola, il Moto 360 rappresenta un debutto riuscitissimo. Lavorando sull’autonomia e sull’integrazione delle future versioni di Android Wear (magari già nativamente pensate per i quadranti rotondi) Motorola può davvero puntare in alto.

(fonte Sito web Panorama)

Casio presenta il nuovo PRW-6000-1ACR_front_smallProTrek PRW-6000. La linea comprende tre modelli dotati della funzione di occultamento delle lancette per visualizzare chiaramente il display LCD per migliorare leggibilità e semplicità di utilizzo. Oltre ad aver ampliato ulteriormente il display, Casio ha tratto ispirazione dall’esperienza diretta offerta da scalatori professionisti e guide alpine e li ha dotati di una cassa dal profilo ancor più sottile di soli 12.8 mm. Un sensore di pressione migliorato nell’accuratezza della misurazione e il più recente sensore magnetico compatto, uniti al sensore di controllo IC di Casio, garantiscono maggiore precisione e misurazioni più veloci per quel che riguarda la direzione, la pressione barometrica, l’altitudine e la temperatura.. La misurazione continua della direzione è passata da 20 a 60 secondi, migliorando sensibilmente la funzione di lettura delle mappe e ricerca dei percorsi. Il tempo di misurazione dell’altitudine è stato ridotto in modo significativo, passando da 5 a 1 secondo e migliorando l’accuratezza, che passa da incrementi di 5 a incrementi di 1 metro, assicurando valori estremamente precisi dell’altitudine corrente.

Inoltre, la tecnologia proprietaria di Casio MultiBand 6 denominata Atomic Timekeeping consente la ricezione di segnali per la regolazione dell’ora trasmessi da sei stazioni sparse in tutto il mondo e allevia il disturbo di dover modificare l’orario al cambio dell’ora legale o il calendario negli anni bisestili. I nuovi modelli si sincronizzano, infatti, automaticamente e a seconda della città di provenienza dell’utente, con gli orologi atomici posizionati negli Stati Uniti, in Germania, Gran Bretagna, Cina e Giappone.

(Fonte L’orologio)

accuq1La Bulova, reduce dal successo della serie Accutron, che tanti cambiamenti aveva portato nel mondo dell’orologeria elettronica ed elettromeccanica, si trovava in serie difficoltà.

Con l’avvento del Seiko 35SQ “Quartz Astron” nel 1969, la maggior parte delle case orologiere Europee e Americane aveva iniziato a lavorare sullo sviluppo di calibri al quarzo che avrebbero dovuto contrastare quella che consideravano l’imminente “minaccia Giapponese”, che nel giro di pochi anni avrebbe spazzato via numerose case orologiere Svizzere.

Ma ciò che aggravava la situazione della casa Americana stava nel fatto che non aveva più apportato grandi modifiche per svecchiare i suoi calibri al diapason. L’obsoleto calibro 214 era ancora in produzione ed il 218, presentato nel 1965, non aveva mai ricevuto miglioramenti significativi, tranne che nel 1972, quando debuttò il calibro 219, che però non soddisfò le aspettative dell’azienda, dato che il trend degli orologi al Diapason oramai stava scemando, in favore degli ancora costosi orologi al quarzo.

Così, la Bulova, che già alla fine degli anni ’60 con i suoi orologi al Diapason non rappresentava più una grande novità sul mercato, portando a un lento ma costante calo delle vendite, decise che doveva anch’essa dedicarsi allo sviluppo di un movimento al quarzo, da affiancare ai tradizionali movimenti al Diapason.

accuq2Nel 1969, la dirigenza della Bulova si accordò con il consorzio CEH, che stava sviluppando il movimento Beta 21, che sarebbe dovuto essere il primo movimento al quarzo realizzato in Svizzera, e un anno dopo, nel 1970, produsse in piccola serie degli orologi sperimentali, che ricevettero il nome temporaneo di “Accuquartz”, e furono venduti tramite alcune gioiellerie selezionate personalmente dalla casa, come test di mercato. L’operazione però, non fu soddisfacente, dato che gli elevati costi di produzione del calibro Beta 21 avrebbero costretto la Bulova a vendere i suoi orologi ad un prezzo troppo alto.

Così, la dirigenza decise un disimpegno dal consorzio CEH, e alla fine del ’70 diede l’ordine di sviluppare un calibro al quarzo che fosse tecnicamente simile allo Svizzero Beta 21, ma che fosse realizzabile con parti già disponibili dalla produzione in serie, e finalmente, nel 1972, la Bulova presentò con orgoglio il suo primo orologio al quarzo: l’Accuquartz, che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi “Accutron Quartz”, ma alla fine la dirigenza scelse di riutilizzare il nome dato ai prototipi del ’70.

L’Accuquartz è stato il primo orologio analogico al quarzo distribuito negli USA (il primo digitale fu invece il Pulsar P1, lo stesso anno), e sul livello tecnico esso proseguiva sulla scia della famosa serie di orologi al diapason Accutron, che tanta fortuna aveva dato alla casa Americana, ma che ormai aveva bisogno di essere svecchiata.

movimentoL’Accuquartz, movimento a 15 rubini, derivava dal calibro al diapason 218, anche se quasi tutte le sue parti furono modificate: il diapason non oscillava più alla frequenza di 360 Hz, bensì a 341.3 Hz, per adattarsi meglio alla frequenza del quarzo, che oscillava a 32.768 Hz, inoltre, il metodo di regolazione non era più basato sulla regolazione della vibrazione del diapason, bensì sullo spostamento di alcune piccole viti in sei fori presenti sul modulo elettronico, la cui combinazione permetteva di accellerare o rallentare la corsa dell’orologio.

Quindi, oltre all’aggiunta del quarzo e di un oscillatore, il diapason perdeva la sua “centralità” nel movimento, ed anzichè occuparsi di mantenere costante la frequenza dell’orologio con la sua vibrazione, esso diventava una sorta di motore passo-passo, che si occupava di guidare le sfere ed i ruotismi; praticamente la Bulova era riuscita a realizzare, spendendo la metà di quanto aveva fatto il consorzio CEH, un calibro dal funzionamento quasi identico a quello del costoso Beta 21.

Il nuovo movimento fu chiamato 224, ed esso fu diviso in tre famiglie distinte:

-2240, solotempo.
-2241, calendario con giorno del mese.
-2242, calendario con giorno del mese, giorno della settimana e rimessa rapida del giorno del mese.

L’Accuquartz fu distribuito non solo come orologio analogico, ma anche in versione digitale, con modulo a LED rossi realizzato dalla Hughes Aircraft e un rarissimo modello LCD con un modulo realizzato in proprio, ma la serie non fu un grande successo, anche se permise alla Bulova di “restare a galla” nel segmento di mercato dei quarzi, nell’attesa di sviluppare un calibro al quarzo tradizionale (il 242). Molte versioni di Accuquartz furono prodotte dal 1972 al 1976, tra cui alcune con un diamante vero incastonato sul quadrante, ed una versione sia da uomo che da donna con cassa a forma di diapason, per celebrare il centenario della nascita della casa (la stessa cassa fu usata anche dall’Accutron 214 Anniversary).

acc1LA STORIA.
Il nome Accutron deriva dalla contrazione delle parole Accuracy ed Electronic, in pratica “accuratezza elettronica”.
Sono figli di un’epoca in cui gli orologi erano tutti meccanici, quindi la bontà di un orologio si identificava con la sua capacità di tenere bene il tempo. Gli orologi di plastica al quarzo a poco prezzo erano di là da venire (e d’altra parte anche le pubblicità dei primi quarzi – carissimi – puntavano tutte sulla precisione).

Gli Accutron non sono stati i primi orologi a basare la misura del tempo sulle vibrazioni di un metallo: nel 1866 Louis F. Breguet (nipote del celebre Abraham-Louis) brevettò la sua “pendola al diapason”. Tuttavia la frequenza generata (da un diapason in un caso e da un paio di lame vibranti in un altro prototipo) era troppo alta per l’accuratezza delle lavorazioni meccaniche del tempo, e l’invenzione di Breguet finì nel dimenticatoio fino alla metà del secolo scorso.

Nel 1952 la Elgin e la Lip introdussero il primo orologio elettromeccanico, dove il bilanciere veniva fatto oscillare dall’energia generata da una pila elettrica. Furono seguite poco dopo da Timex, Hamilton e altre case. Questi orologi erano più elettrici che elettronici e avevano come unico vantaggio una maggiore regolarità di marcia (non c’era la molla che erogava energia secondo un gradiente a seconda del livello di rilassamento). E poi non bisognava ricordarsi di caricarli tutti i giorni (con la corona o portandoli al polso nel caso degli automatici). La frequenza, e quindi la precisione, era la stessa degli orologi meccanici.
In quegli anni la fabbrica di orologi statunitense Bulova sapeva che l’esercito era alla ricerca di orologi più precisi di quelli disponibili a quell’epoca e incaricò l’ingegnere svizzero Max Hetzel di progettare un meccanismo elettronico ad alta frequenza basandosi sull’idea di Breguet di cento anni prima.
Secondo un’altra versione, fu Hetzel ad andare a proporre in America la sua idea che era stata rigettata come una “bizzarria” dall’industria orologiera elvetica.
Comunque sia andata, grazie a Max Hetzel, il 10 ottobre 1960 il presidente della Bulova Omar Bradley (un generale dell’esercito americano, in passato a capo dello staff del generale Eisenhower) annunciò che gli Stati Uniti avrebbero potuto basare la loro sicurezza nazionale (anche) sull’orologio più preciso mai costruito industrialmente fino ad allora.
L’annuncio riguardava il calibro Bulova Accutron 214, il primo meccanismo al mondo che non utilizzava un bilanciere per la sua marcia.
acc3La vendita dei primi Accutron iniziò subito in quello stesso mese di ottobre e il successo andò oltre ogni più rosea aspettativa.
Gli Accutron 214 furono montati nella strumentazione di apparati militari, sugli aerei e sulle navi.Un Accutron fu il primo orologio da polso “Railroad approved” in uso alle ferrovie, che fino ad allora si affidavano ad orologi da tasca.

Fondamentale fu il contributo dei Bulova Accutron nel programma spaziale americano. I primi prototipi di aerei-razzo stratosferici, le capsule spaziali Gemini e Mercury, la strumentazione di bordo delle navicelle Apollo e gli apparecchi scientifici lasciata sul suolo lunare dagli astronauti, in tutte queste avventure uno dei protagonisti fu il calibro Accutron 214.

Si può dire che l’unico traguardo che un Bulova Accutron non riuscì a raggiungere fu quello di essere al polso degli astronauti durante le missioni Apollo.
In quegli stessi anni anche sull’ aereo presidenziale americano Air Force One furono presenti solo orologi Bulova Accutron.

Sul finire degli anni ’60 e fino al 1977 vennero introdotti altri calibri Accutron: importantissima la serie 218x, con il capostipite solo tempo 2180, il 2181 con datario e il 2182 con giorno e data:

A seguire ci furono altri calibri, sempre più piccoli e destinati agli orologi da donna. Bellissimo il 2210 con le “forks” del diapason a circondare la batteria:

Purtroppo però il più preciso e meno costoso meccanismo al quarzo aveva fatto la sua irruzione sulla scena, decretando la morte degli Accutron.
acc4Una piccola speranza, però, è data dal fatto che quest’anno alla nota manifestazione Baselworld che si tiene annualmente in Svizzera, a Basilea, Bulova ha reintrodotto un “vero” Accutron: uno Spaceview con calibro 214, riedizione in tiratura limitata di uno dei suoi modelli più rari e famosi, quello con la cassa “a cuore”.

IL FUNZIONAMENTO
Come funziona un calibro al diapason? E’ essenzialmente un orologio meccanico (ebbene sì), ma il treno del tempo è mosso dalle vibrazioni di un diapason generate da elettrocalamite e stabilizzate da un circuito elettronico.
Il fascino di un Accutron, se fate parte di quella bizzarra umanità che apprezza il mondo analogico e (per esempio) i dischi di vinile, è irresistibile. Già, perché le vibrazioni del diapason (meccaniche) vengono trasmesse meccanicamente e direttamente a una ruota dentata, proprio come accade con le oscillazioni di un tradizionale bilanciere. E la trasmissione del moto ricorda molto da vicino la puntina di un giradischi che viaggia fra i solchi di un vinile.
Le estremità del diapason hanno al loro interno due elettrocalamite ricoperte da un avvolgimento (bobine) di sottilissimi (0,015 mm) fili conduttori che le avvolgono con ben 8.000 spire. Il filo disteso ha una lunghezza di circa 90 metri: 90 metri di cavo avvolto all’interno di una bobina che occupa una minima parte all’interno della cassa di un orologio da polso!
Gli impulsi elettrici fanno sì che le elettrocalamite facciano rapidamente avvicinare e allontanare fra loro, con un moto alternato, i due bracci del diapason. In altre parole, lo fanno vibrare. La frequenza di vibrazione, stabilizzata da un circuito a transistor, è di 360 Hertz nel calibro 214. Significa 360 oscillazioni al secondo. Per paragone pensiamo che gli orologi meccanici a più alta frequenza hanno 3.600 oscillazioni all’ora, cioè 10 oscillazioni al secondo. Dunque, se un cronografo Zenith El Primero riesce a dividere il secondo in dieci decimi, un Bulova Accutron lo separa in 360 parti, con una precisione teorica 36 volte superiore.
Significa anche che la lancetta dei secondi di un Accutron, mentre percorre la circonferenza del quadrante fa 360 piccoli movimenti fra un secondo e l’altro. Il risultato è una fluidità di moto incredibile e affascinante, mai eguagliata da nessun orologio meccanico o elettromeccanico.

acc2Bene, ma come trasformare il moto alternato dei bracci del diapason in un moto circolare? Semplicemente collegando i bracci a una ruota che abbia un numero adeguato di denti, in modo che a ogni singola vibrazione questa ruoti percorrendo (con moto circolare, ovviamente) la distanza che separa un dente dall’altro, proprio come in un orologio meccanico.

Quante volte abbiamo sentito magnificare i calibri meccanici 36.000 (El Primero, Zodiac, Longines, Seiko…) dicendo che la costruzione di ingranaggi con un elevato numero di denti era al limite delle possibilità meccaniche degli anni ’60? E poi la lubrificazione particolare di cui necessitavano?
Allora tenetevi forte, perché la ruota dentata che prende il moto dalle vibrazioni del diapason di un calibro Accutron ha 320 denti, separati l’uno dall’altro da una distanza di un centesimo di millimetro. Naturalmente non si vedono a occhio nudo e nemmeno con una lente, ci vuole un microscopio binoculare.
Qui potete ammirare il cuore di un Accutron in funzione:

Video Movimento Accutron

Se può sembrarvi incredibile che ci sia una tecnologia “meccanica” in grado di reggere un frequenza e una velocità “elettroniche” (passatemi i termini, li uso volutamente in senso emozionale ed evocativo, non rigoroso), pensate che tutto questo è accaduto negli anni ’60, senza computer o linee di produzione a controllo numerico. Un’epoca in cui le automobili avevano bisogno di fare il rodaggio per far sì che le parti meccaniche del loro motore si “abituassero” a lavorare insieme, dato che le tolleranze costruttive erano più elevate di quelle di oggi.
Infine, è da sottolineare che essendo orologi meccanici, anche se molto particolari, gli Accutron fanno rumore. O meglio: musica. Com’è noto, un diapason che vibra emette un suono dipendente dalla sua frequenza di vibrazione. Così, accostando un Accutron all’orecchio, invece dell’usuale tic-tac si sente un suono continuo, a metà fra un ronzio elettronico e una nota musicale. Se poi lo appoggiate su un comodino vuoto o qualsiasi altra cosa che faccia da cassa armonica, allora vi potrete addormentare con una dolce ninna-nanna futurista senza nemmeno dover avvicinare l’orologio all’orecchio.

I MODELLI
Il primo Accutron fu nei negozi il 25-10-1960. Era il tramonto di un’epoca caratterizzata più che da un design americano, da un vero e proprio styling che fu particolare e irripetibile:

acc5Gli stilisti che disegnarono gli Accutron non si posero alcun limite: spaziarono dal sobrio orologio, magari in oro, a prima vista indistinguibile da un blasonato e tradizionale meccanico, a orologi senza quadrante, con inserti in legno o pelle nella cassa e nel bracciale, e poi casse a forma di diapason, oppure trapezoidali, triangolari, ecc…

Gli Accutron più famosi furono senz’altro i primi, sostanzialmente gli Spaceview:

Il primo Spaceview nacque come orologio dimostrativo da vetrina, cioè un Accutron senza il quadrante che mostrasse ai potenziali acquirenti il suo incredibile cuore elettronico. Peccato che i clienti entrassero nei negozi e chiedessero di acquistare proprio la “demo”, invece che uno dei modelli a catalogo. Tante furono le richieste che la Bulova si risolse a metterlo in produzione per destinarlo alla vendita.

Non possiamo però dimenticare il mitico Astronaut, oggi il Bulova Accutron più quotato sul mercato dell’usato:

acc6Anch’esso basato sul calibro 214 monta però la variante 214H, cioè quella con la quarta lancetta per la funzione GMT (indicazione del secondo fuso orario o, in alternativa, indicazione dell’ora antimeridiana o postmeridiana se la ghiera viene allineata col 24 alle 12 del quadrante).

Non a caso sia gli Spaceview che gli Astronaut sono prodotti che portano nomi evocativi degli eroi dell’epoca, i protagonisti dell’epopea spaziale. Tutto ciò che era moderno e futuribile, negli anni ‘60 aveva a che fare con i voli spaziali.
Accanto a questi, come già detto, anche orologi dalle linee a prima vista meno trasgressive, ma a volte non meno audaci in quanto a design.
Distinguere quale calibro monta un Accutron senza nemmeno aprirlo è molto facile: se la corona di regolazione è sul fondello, è un 214
acc7Se ha una più tradizionale corona sul lato della cassa (tradizionale si fa per dire, dato che spesso è a ore 4 anziché a ore 3 allora è un 218

Anche i documenti che venivano forniti assieme a questi orologi avevano un bel design che definirei “space vintage”

 

 

 

Non tutto è oro quel che luccica (ma quasi)
acc8Gran parte dei Bulova Accutron che si trovano ancora oggi disponibili vengono naturalmente dagli Stati Uniti. A quell’epoca, per impreziosire un oggetto si usavano inserti in legno, in pelle o come ancora oggi, in oro. Per l’oro, contrariamente al nostro mercato dove ci sono orologi in oro massiccio oppure placcati oro, il discorso è più articolato. Intanto ci sono numerosi oggetti del modernariato americano in oro 14K o anche solo 10K, quindi più economici del nostro 18K. Ma tipica americana è la placcatura cosiddetta “gold filled”, da non confondersi con la “gold plated”, corrispondente a quella in uso in Europa. Se una gold plated ha uno spessore di 5 o 10 micron, una gold filled è una placcatura con spessore anche fino a 40 volte superiore. Non costosa come oro massiccio, dunque, ma con caratteristiche estetiche e di tenuta nel tempo del tutto paragonabili.
Non è raro trovare oggi negli USA o in Canada orologi (e gioielli) gold filled, magari 10K, con un aspetto che non ha nulla da invidiare a pezzi in oro massiccio 18K:

Dall’Accutron agli “accutron”
Naturalmente gli Accutron sono stati i primi e il nome identifica solo i prodotti Bulova. Però divennero così popolari che nel linguaggio comune erano definiti così anche quelli di altre marche, anche blasonate, che iniziarono la rincorsa.
Fra gli svizzeri vale la pena di ricordare Omega F300, Tissot Tissonic, Longines e altri modelli di case meno note (Titus, Movado, Eterna…). Molti altro non erano che il calibro ESA 9162, più o meno modificato:

acc9Tuttavia, il più incredibile calibro a diapason mai concepito e prodotto fu senza dubbio l’Omega 1220/1230 Megasonic F720, Concepito dal padre dell’Accutron, Max Hetzel, fu immesso sul mercato nel 1973. Come dice il nome “viaggiava” all’incredibile frequenza di 720 Hz e per ottenere questo risultato non vi era più il collegamento diretto e meccanico fra i bracci vibranti del diapason (che peraltro aveva una forma particolare e asimmetrica), ma un “treno magnetico” che trasmetteva il moto ai ruotismi.
Infine, vale la pena di ricordare che anche i sovietici si cimentarono nell’impresa di costruire un orologio del genere. I Bulova Accutron furono a lungo il regalo preferito che i presidenti americano facevano ai loro ospiti in visita ufficiale. Quando toccò a Nikita Kruscev tornare a casa con un Bulova Accutron in regalo, questi ordinò che anche l’URSS potesse avere una simile meraviglia tecnologica. Risultato: nel 1962 nacque lo Slava Transistor. Uguale a tal punto all’Accutron 214 che i pezzi del movimento sono interscambiabili fra i due calibri. Fu prodotto in soli 1.000 esemplari.
acc10Dall’Accutron al quarzo quello che forse è poco noto è che esiste un “anello di congiunzione” fra gli orologi a diapason e quelli al quarzo: è il calibro Bulova Accuquartz 224 del 1973, in questo meccanismo il quarzo sostituisce la parte elettronica transistorizzata degli Accutron, ma il treno del tempo è ancora guidato dalle vibrazioni dei bracci risonanti. Credo che sia l’unico orologio al quarzo del mondo che abbia la lancetta dei secondi che sui muove fluida e non a scatti.
Dopo di questo (nel 1977) Bulova abbandonò definitivamente gli Accutron e si affidò ai movimenti al quarzo così come gli conosciamo oggi. Il primo fu l’Accuquartz 242, con motore passo-passo e quindi lancetta dei secondi che avanzava a scatti di un secondo alla volta.
A quel punto, addio diapason. E addio musica e orologi appoggiati all’orecchio come si faceva con le conchiglie da bambini per sentire il rumore del mare.

Gli Accutron oggi
Non c’è ragione che oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, un calibro Accutron non sia preciso come quando venne costruito. Regolare un Accutron è molto semplice. Sia i 214 che i 218 hanno delle rotelle dentate alle estremità dei bracci del diapason, una per parte. Ogni semitacca corrisponde a uno scarto giornaliero di due secondi. Quindi basta sincronizzare il vostro orologio con un segnale orario o un radio controllato (tutti gli Accutron hanno l’hacking system, quindi possono essere regolati al secondo) e misurare lo scarto giornaliero. Dopodiché si deve apportare l’eventuale correzione agendo sulle rotelline dentate: accelerandolo se queste vengono ruotate verso il movimento o rellentandolo se girate verso l’esterno della cassa.
Per quanto riguarda le batterie, da tempo non sono più in produzione quelle al mercurio da 1,35 V. Il problema però, contrariamente a quanto si crede (e si legge in giro), riguarda solo i calibri 214, e nemmeno tutti. Tutti gli Accutron 218 funzionano benissimo con le odierne batterie al litio da 1,55 V. Per gli altri ci sono due possibilità: modificare il calibro saldando un componente che si interpone fra l’alloggiamento della batteria e il circuito dell’orologio (è quello che fanno in Bulova se gli date il vostro orologio da revisionare) oppure usare una batteria appositamente realizzata che ha questo componente che ne abbassa il voltaggio saldato direttamente sulla batteria.
Personalmente preferisco questa seconda soluzione che lascia l’oggetto esattamente com’era in origine e senza snaturarlo. Il prezzo di queste batterie particolari è un po’ più alto delle altre, ma non molto e la loro durata è di circa un anno. Considerando poi che dai 214 la batteria può essere facilmente estratta senza aprire il fondello, potete riporre il vostro Accutron senza la batteria e farla così durare molto di più. Ovviamente se non lo indossate spesso.

JP2000-08EEra l’anno 1985 e Citizen presentava il primo profondimetro da polso e pochi potevano pensare che a distanza di due decenni potesse rimanere una tra le referenze maggiormente vendute.

Superato dalle innovazioni tecnologiche che dotano Oggi la serie , in particolar modo la funzione Eco-drive che garantisce una carica luce infinita, evitando il periodico cambio pila, accompagna ancora molti subacquei nelle loro discese verso gli abissi ed allo stesso tempo è diventato per altri  oggetto moda.Con l’inconfondibile cassa con marcato sensore esterno ed il “goffo” cinturino in gomma nera fa innamorare ancora molte persone.

Aqualand I per molti, JP 2000- 08E

Reperibile sono con la sua veste in gomma nera sono molti quelli che chiedono una possibile dotazione in acciaio che esiste solo sulla carta : disponibile a catalogo il bracciale in acciaio è introvabile presso i Centro Assistenza Citizen !!

Unico con il suo quadrante nero con finestra analogica ore 12, le dotazioni consentono di fornire con estrema precisione le profondità, registrandole in un proprio loog book sino ad un massimo di quattro immersioni.

Diver`s professionale certificato ISO 6425

Movimento

Al quarzo, cal. C520, analogico-digitale con sensore.

Funzioni

Orario (ore, minuti e secondi, AM/PM), calendario completo, suoneria, cronografo a 1/100 di sec., con rilevazione tempi parziali. Rilevazione dati di immersione e relativa memorizzazione. Allarmi di immersione. Controllo carica batteria. Sensore di profondità.

Caratteristiche

Cassa in acciaio, cinturino in morbido poliuretano. Indici e sfere ad alta visibilità. Fondo e corona serrati a vite. Ghiera girevole unidirezionale zigrinata. Vetro minerale. WR 20 bar.

Dati di immersione rilevanti

Mese e giorno di immersione, numero immersioni (da 1 a 4). Profondità massima raggiunta (da 1 a 80 mt) con incrementi di 10 cm. Durata immersione. Orario inizio immersione (ora, minuti), orario di fine immersione (ora, minuti). Tutti i dati sono memorizzati e quelli relativi alle ultime 4 immersioni possono essere richiamati.

Allarmi di immersione

Allarme di profondità, allarme di durata dell`immersione, allarme di risalita rapida, allarme di profondità anormale. Avvertenza batteria scarica. Funzione di controllo della suoneria di immersione.

Dimensioni

Diametro cassa 44 mm

Lemans1Le cosiddette ’24 Ore di Le Mans” si sono sempre svolte vicino la città francese di Le Mans dal 1923 . Queste gare di resistenza di 24 ore sono sempre state il punto di test annuale per le case automobilistiche di tutto il mondo per dimostrare il loro livello di sviluppo e l’affidabilità dei loro veicoli .

Il nuovo Steinhart Le Mans GT Chronograph rende omaggio ai piloti audaci e alle loro meravigliose corse con un ormai leggendaria serie del marchio STEINHART che si è ulteriormente evoluto sin dal suo inizio . Il design audace dell’orologio urla semplicemente fuoco ai motori : il quadrante a doppio strato che fa uso di una vera fibra di carbonio , la lunetta nera con scala tachimetrica per la velocità , l’ora e la lancetta dei minuti che ricorda storici volanti sportivi , la seconda mano di misura nella forma di un ago del tachimetro , più il pulsante rosso per avviare il crono, come il pulsante di avvio di una Gran Turismo che inizia il suo potente motore .

All’interno del STEINHART Le Mans GT ci sono precisi meccanici svizzeri , protetti da un involucro dal design elaborato , che si tiene saldamente al polso con un cinturino in caucciù – per soli piloti . Anche chi non è un appassionato di sport a motore , è sicuro di assaggiare più di un semplice dettaglio da questo orologio molto sportivo !

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Lemans4Lemans5

Technical Details
Type: Le Mans GT Chronograph..
Item no.: C0414

Movement
ETA Valjoux 7750 “elabore”, Automatik, Swiss made
25 jewels
date on “6”…
red rotor ..

Functions
Hour and minute hands silver, with superluminova white, Bgw9
Second hand red..

Case: Stainless steel polish, screwed crown…
Back: See through glass, screwed ,engraved
Diameter: 45 mm
height: ca.16 mm
Weight: 159 g
Dial: sandwich black/grey., real carbon..
Crystal: Sapphire domed, with double anti-reflecting coatings on the interior side
Bezel: Stainless steel black DLC, with tachymeter scale ..
Indices: sandwich carbon with superluminova Bgw9, white…
Lug width: 22 mm
WaterRes: 3 ATM (limited water resistant, no swimming or shower)
Strap: rubber strap 22mm..
Buckle: Stainless steel pin buckle, OEM 22 mm, screwed

Indirizzo Sito Internet: http://www.steinhartwatches.de

steiSignore e Signori , accendete i motori ! Dopo la moderna serie Le Mans GT , a cui Steinhart ha recentemente aggiunto il cronografo , è giunto il momento per una sensazione di retrò nella collezione MOTORSPORT .

La serie RACETIMER STEINHART ci riporta ai giorni in cui le corse automobilistiche non erano ancora dominate dai computer e i piloti erano avventurieri, con la benzina nel sangue , che spesso mettevano le loro vite a rischio , al fine di vincere una gara .

Il motore svizzero della serie RACETIMER compie i suoi 28.800 alternanze all’ora in un telaio in titanio , con diametro di 44 mm, azionato automaticamente da un rotore d’oro , che si può osservare sul retro attraverso il vetro della cassa. La cassa è in acciaio, solo il telaio è in titanio.

Sulla lunetta di acciaio inossidabile lucidatoè posto in intarsio il tachimetro , che può essere usato per misurare la velocità con l’ausilio dei pulsanti a vite che operano sulla funzione di cronografo . L’ora e il giorno / data possono essere impostati tramite la corona a vite , se il RACETIMER ha dovuto trascorrere qualche giorno di riposo nel suo garage .

Muovendo il polso o con un paio di giri della corona il motore riprende a correre preciso come è natura di un orologio svizzero .

Oltre alla domanda se si preferisce portare il RACETIMER con un cinturino in pelle o bracciale in titanio spazzolato finemente , resta anche la difficile scelta del ” paint – job” da dover scegliere .
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Technical Details
Type: Racetimer blue…
Item no.: C0415

Movement
ETA Valjoux 7750 “elabore”, Automatik, Swiss made…
25 jewels
day date at “3”…
golden rotor ..

Functions
Hour and minute hands silver, with superluminova white, Bgw9
Stop -Second hand orange..

Case: Titanium satin, screwed-down crown and pushers…
Back: Stainless steel See through glass, screwed ,engraved..
Diameter: 44 mm
height: ca.16 mm
Weight: ca.120 g
Dial: metalic blue / silver..
Crystal: Sapphire domed, with double anti-reflecting coatings on the interior side
Bezel: polished stainless steel, with blue tachymeter scale ..
Indices: applied indeces with superluminova Bgw9, white…
Lug width: 22 mm
WaterRes: 5 ATM (limited water resistant, no swimming or shower)
Strap: blue leather strap domed with orange stitches 22x18mm
Buckle: Stainless steel butterfly clasp with logo 18mm..

Sito Internet: http://www.steinhartwatches.de

seikospring1977. Il giovane ingegnere SEIKO Yoshikazu Akahane si interrogava su come realizzare il sogno di creare un “orologio che duri per sempre”. L’idea era creare un orologio a molla e con una precisione giornaliera di un secondo, standard che solo gli orologi elettronici più sofisticati erano in grado di raggiungere. L’ingegner Yoshikazu Akahane era un uomo tenace e molto appassionato del suo lavoro. Gli ci vollero 28 anni, innumerevoli sconfitte e ben 600 prototipi, ma alla fine lui e il suo team riuscirono a raggiungere l’obiettivo grazie alle nuove tecnologie sviluppate da SEIKO in ogni ambito orologiaio. Nel 2005 il progetto Spring Drive vide la luce.

Le quattro caratteristiche principali di Spring Drive

La precisione, l’affidabilità e la durata di Spring Drive sono state rese possibili tramite alcuni progressi in quattro fondamentali aree dell’orologeria di lusso.

Elevata precisione
Il regolatore Tri-synchro controlla e rilascia energia meccanica, elettrica ed elettromagnetica generata dalla molla. Sostituisce lo scappamento e, con il suo movimento ad un senso, è per sua natura più stabile, durevole e preciso. Spring Drive ha una precisione di un secondo al giorno.

Movimento fluido
Non avendo alcuno scappamento, il movimento di Spring Drive è unidirezionale e pienamente circolare, e questo permette alle sfere un moto continuo, senza scatti al secondo, in un movimento pienamente fluido. Spring Drive è il solo orologio al mondo in grado di esprimere il naturale e continuo scorrere del tempo.

Eccezionale riserva di carica
La molla motrice, di nuova generazione, crea più energia, con meno attrito e per più tempo. Il merito è di una lega speciale, sviluppata da SEIKO, che oltre a generare più energia, è più durevole e resistente al calore o alla corrosione. La riserva di carica di Spring Drive è di 72 ore, anche con il cronometro in funzione.

Carica rapida
Nel 1959 SEIKO ha inventato un componente inedito dal movimento meccanico: il “Magic Lever”. Questa componente potenziava l’efficacia del meccanismo di carica automatica utilizzando l’energia creata da ciascuna oscillazione del rotore in entrambe le direzioni. Grazie alla sua installazione direttamente all’asse del rotore, la nuova Magic Lever offre una trasmissione di energia più efficiente che mai.

chronoIl cronografo Spring Drive
SEIKO Spring Drive rappresenta la piattaforma perfetta per i cronografi di lusso poiché è in grado di misurare il tempo con estrema precisione, senza alcuno scostamento. Con una precisione giornaliera di un secondo, una durata di 12 ore, con il proprio asse verticale e la ruota a colonna per la massima precisione delle operazioni, i cronografi Spring Drive sono tra i migliori al mondo. Assemblati a mano, con 416 componenti, 50 rubini, 140 punti olio e 5 diversi lubrificanti, i cronografi Spring Drive hanno una riserva di carica di 72 ore, anche a cronografo in funzione.

La ruota supplementare ad innesto verticale
La ruota supplementare ad innesto verticale permette alle operazioni del cronografo di essere ancora estremamente precise, così che la lancetta dei secondi non salti mai quando il cronografo viene avviato. Questo permette un livello di precisione (un secondo al giorno) di molto superiore a quello di qualsiasi cronografo di lusso.

La ruota a colonna
Il cronografo Spring Drive è dotato di una ruota a colonna per massimizzare la stabilità del meccanismo commutatore. La componente a otto colonnine controlla la funzione cronografo con una precisione impeccabile, creando così la massima durevolezze e affidabilità. La precisione e l’accuratezza nelle misurazioni del cronografo sono assicurate da un sistema a bottone a doppia pressione. Una leggera pressione a metà del pulsante e il rassicurante, solido “click” assicurano all’operatore di catturare il momento preciso di inizio e fine di qualsiasi cronometratura.

GW-9400J-1_JF_DQueste le Funzioni di Questo Fantastico CASIO G-SHOCK

Super luce LED automatica completa
In un calo della luminosità dell’ambiente, il display dell’orologio viene particolarmente schiarito e illuminato a colori quando si gira il polso.

Antiurto
La costruzione anti urto protegge da colpi e vibrazioni.

Funzione solare
Le celle solari alimentano l’orologio in modo autonomo ed ecologico. L’energia solare in eccesso viene salvata in una batteria.

Ricezione segnale radio (EU, USA, JPN, CHN)
Europa, Nordamerica e Giappone o ampie zone del Canada, dell’America Centrale e della Cina – una volta impostata l’ora locale, l’orologio riceve automaticamente il relativo segnale radio ed indica sempre l’ora esatta. In molti paesi commuta inoltre automaticamente tra ora legale e ora solare.

Barometro (260 / 1.100 hPa)
Un apposito sensore misura la pressione atmosferica (campo di misurazione: 260/1.100 hPa) e la visualizza sul display come simbolo. È così possibile conoscere in anticipo la tendenza del meteo.

Termometro (-10°C / +60°C)
Un sensore misura la temperatura ambientale dell’orologio e la visualizza in gradi Celsius (-10°C /+60°C).

Bussola digitale
Il sensore di direzione incorporato rileva il Nord magnetico.

Rilevazione dell’altitudine fino a 10.000 m
Un sensore della pressione rileva le variazioni della pressione atmosferica e converte il dato in altitudine fino a 10.000 m.

Visualizzazione alba e tramonto
Indicando la posizione geografica è possibile visualizzare l’ora di alba e tramonto per qualsiasi data.

Memoria dati altimetro
Nella memoria dati dell’orologio possono essere salvati, secondo modello, fino a 40 dati relativi alla quota, richiamabili in qualsiasi momento. Ciascuno degli dati è composto da una quota misurata e dalla data e ora corrispondenti. Oltre alle singole quote vengono anche memorizzate la quota massima e minima rilevate durante una misurazione.

Funzione ora mondiale
La funzione ora mondiale mostra l’ora di fino a 29 fusi orari.

Cronometro – 1/100 sec – 1.000 ore
Rilevazione del tempo trascorso. La frazione indica l’unità di misura mentre il numero indica il tempo massimo di misurazione.

Timer – 1/1 min. – 24 ore
Per chiunque ami la precisione: i timer conto alla rovescia aiutano a ricordare eventi particolari o che si ripetono, emettendo un segnale acustico al momento impostato. Il tempo può essere impostato in minuti e con un anticipo di fino a 24 ore. Particolarmente pratico per l’assunzione giornaliera di medicinali o l’interval training.

5 allarmi giornalieri
L’allarme giornaliero ricorda gli eventi che si ripetono ogni giorno emettendo un segnale acustico al momento impostato. Un allarme disattivabile scandisce il passare di ogni ora. Questo modello è dotato di 5 allarmi indipendenti per ricordare in modo personalizzato appuntamenti importanti.

Funzione snooze
Ogni volta che si ferma l’allarme ricomincia a suonare dopo pochi minuti.

Attivazione/disattivazione del suono dei tasti
Con un pulsante apposito è possibile disattivare il suono dei testi. Dopo la disattivazione non viene più emesso alcun segnale acustico al passaggio da una funzione all’altra. Gli allarmi impostati o il countdown timer restano tuttavia attivi anche dopo aver disattivato il suono dei tasti.

Calendario automatico
Una volta impostato, il calendario automatico visualizza sempre la data esatta.

Formato 12/24 ore
L’ora può essere visualizzata a 12 o 24 ore.

Vetro minerale
Il vetro minerale, robusto e antigraffio, protegge l’orologio da danni antiestetici.

Cassa in resina

Cinturino in resina
La resina è di tipo sintetico, un materiale ideale per i cinturini grazie alla sua estrema resistenza e flessibilità.

Indicatore livello batteria
L’indicatore mostra il livello corrente di carica.

Classificazione di impermeabilità (20 bar)
Perfetto per l’immersione in apnea senza attrezzatura: l’orologio è impermeabile fino a 20 bar/200 metri. L’indicazione dei metri si riferisce non a una profondità di immersione ma alla pressione atmosferica che è stata utilizzata nell’ambito dell’omologazione di impermeabilità. (ISO 22810)

Tipo di pila
CTL1616

Dimensioni
ca. 55,2mm x 53,5mm x 18,2mm (A x L x P)

Peso
ca. 80 g

Video del Prodotto : http://vimeo.com/76593828

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